Test covid

Come descritto nell’articolo del 3 aprile di Marzio Bartolomeo ne “il sole 24 ore”, esistono e sono in via di validazione diversi test per facilitare la fase 2, ossia, la ripresa del lavoro con la consapevolezza che il virus è ancora presente e può colpire le persone ancora non immuni.

Test con tampone e test sierologici: differenze e caratteristiche

I test con prelievo di tampone oro-naso-faringeo raccolgono il virus (se presente), consentono la diagnosi di malattia e indicano il potenziale infettivo. Le caratteristiche si possono sintetizzare nel modo seguente:

  1. Sono a scopo diagnostico e rilevano malattia e infettività.
  2. Sono eseguiti solo da medici del SSN e analizzati presso laboratori del SSN.
  3. Identificano le persone malate e/o infettive
  4. Azioni correlate: cura e quarantena per evitare il propagarsi del virus e proteggere la popolazione.

I test con prelievo di sangue (è sufficiente una goccia tramite pungidito) analizzano la presenza di anticorpi IgM e/o IgG diretti verso componenti del Sars-Cov-2. Riescono a vedere se la persona ha o ha avuto una risposta immunologica al coronavirus. Danno perciò informazioni sullo stato immunologico e l’eventuale evidenza di contatto con il Sars-Cov-2. Le caratteristiche si possono sintetizzare nel modo seguente:

  1. Informano della presenza di anticorpi e di conseguente immunità al Sars-Cov-2.
  2. Eseguiti sia da operatori del Sistema Sanitario pubblico sia da professionisti del settore privato.
  3. Non danno indicazioni né di malattia né di infettività.
  4. Le azioni correlate dipendono dall’esito del test. In dettaglio:
    • in caso di presenza di solo IgM, la risposta immunologica è molto recente e non indica una immunità certa. Esiste un’alta probabilità di infettività. Azioni:
      • Consultazione con il medico curante per la valutazione della necessità del tampone oro-naso-faringeo presso il SSN per eventuale quarantena e diagnosi di malattia e/o infettività.
      • Ripetizione del test sierologico dopo 1 mese per consolidare l’immunità acquisita.
    • In caso di presenza di IgM e IgG, la risposta immunologica è in pieno sviluppo e indica una progressiva immunità. Presenza del virus e infettività sono ancora probabili. Azioni:
      • Consultazione con il medico curante per la valutazione della necessità del tampone oro-naso-faringeo presso il SSN per eventuale quarantena e diagnosi di malattia e/o infettività.
      • Ripetizione del test sierologico dopo 1 mese per consolidare l’immunità acquisita.
    • in caso di presenza di solo IgG, la risposta immunologica è in stato avanzato e indica immunità al virus, La probabilità di presenza del virus e infettività è molto bassa in persone asintomatiche. Azioni:
      • DPI e comportamenti a scopo di prevenizione della trasmissione del virus per 1 mese.
      • Ripetizione del test sierologico dopo 1 mese per consolidare l’immunità acquisita.
    • In caso di assenza di anticorpi, la persona probabilmente non ha contratto Sars-Cov-2 e perciò non ha sviluppato immunità. Rimane perciò a rischio di infezione. Azioni:
      • DPI e comportamenti a scopo di prevenizione sia della contrazione sia della trasmissione del virus.

In che modo i test possono servire per la ripresa lavorativa?

  1. I test diagnositici (tampone)
    • evitano di mandare al lavoro persone infettive
    • punti deboli: valgono solo nel momento del prelievo, se la persona si infetta dopo può spargere il virus nel luogo di lavoro.
  2. i test sierologici
    • Identificano il rischio delle persone di infettarsi e consentono un uso più razionale dei DPI (dispositivi di protezione individuale) e dei comportamenti.
    • Indicano persone che hanno una risposta immune recente e consentono di identificare soggetti a rischio infettività.
    • La positività al test ha un valore che perdura nel tempo.
    • Punti deboli: non diagnosticano la presenza di malattia o infettività.

Considerazioni

L’eventuale esecuzione del test diagnostico sulla popolazione dipende dalle strategie e capacità nazionali e regionali del sistema sanitario. Avrebbe un  importante valore epidemiologico e sanitario ma può anche dare un falso senso di protezione. L’esito dei test non perdura nel tempo, perciò l’assenza di infettività è sicura solo al momento di esecuzione del test stesso. Successivamente, in assenza di misure preventive, il virus potrebbe dunque trovare terreno fertile.

L’esecuzione del test sierologico può essere effettuata dal SSN o regionale secondo scelte strategiche. Può anche essere effettuata da professionisti del settore sanitario presso le imprese.

Esistono diversi kit di test sierologico in commercio. Non tutti sono adatti allo scopo primario che si pone il cittadino o il lavoratore: la sicurezza di essere immune o meno. I test che possono presentare falsi positivi sono da evitare in quanto indicherebbero uno stato di immunità che non esiste realmente.

 

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