Sì al test sierologico COVID ma scelto bene!

La forte richiesta di test sierologici per la rilevazione di anticorpi anti SARS-COV2 ha stimolato diverse aziende a sviluppare test rapidi e test da laboratorio. Non hanno però tutti le stesse caratteristiche e possono differire in specificità e sensibilità.

Recenti studi comparativi dimostrano:

  • Differenze in sensibilità: variano da 80 a 100% (dopo almeno 20gg dall’inizio della infezione) – la sensibilità è la capacità di vedere i positivi, anche quelli con meno anticorpi. Maggiore è la sensibilità e minore saranno i casi di persone che sono state in contatto con il virus e risultano negativo al test.
  • Differenze in specificità: variano da 100-84% – la specificità è la capacità di distinguere il sars-cov2 da altri virus e evitare i falsi positivi. Minore è la specificità e maggiore sarà il nr di persone che sembrano aver gli anticorpi ma non li hanno realmente.
Spesso, i test altamente sensibili sono meno specifici e viceversa.

 

Allora quale scegliere?

Bisogna anzitutto definire il nostro scopo. Ai fini della ripresa del lavoro vogliamo identificare le persone con un basso rischio di contrarre il SARS-Cov2 e sviluppare forme morbose di COVID19.

ll test sierologico ci può aiutare a trovare le persone che hanno già incontrato il virus senza sviluppare la malattia. La positività sicura del test indica un rischio futuro estremamente bassa di sviluppare la COVID19. Per questo motivo sarebbe fondamentale avere un metodo con specificità vicino al 100% che escluderebbe i falsi positivi.

Oltre alle variabili intrinseche al test stesso, anche l’esperienza del professionista nella raccolta del campione, l’esecuzione del test e l’interpretazione dei risultati è fondamentale per una conclusione corretta.

A questo link troverete un articolo in inglese con approfondimenti e riferimenti a quanto affermato.

Atuatuca Nutrition è a vostra disposizione per chiarimenti, scelta e esecuzione del test sierologico.

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